Filippo Gamba | Filippo Gamba incanta Rovereto
2015
Filippo Gamba
27 September 2014
|
By filippog

Filippo Gamba incanta Rovereto

Applausi scroscianti per il pianista che ha eseguito brani di Scarlatti, Debussy, Schubert e Brahms.
da “L’Adige” di Emilia Campagna

ROVERETO – Applausi scroscianti e più che calorosi a Rovereto per Filippo Gamba, pianista che ritrova in città amici e pubblico dopo dieci anni di successi e una carriera pianistica riconosciuta a livello internazionale.

Il concerto era aperto da uno Scarlatti crepuscolare, quello della Sonata in fa minore K 466, quasi uno sguardo nostalgico sulla scrittura tastieristica, trascolorata alla luce di tutto ciò che sarebbe venuto poi: e il «poi» nell’impaginato del programma era l’intera serie delle Images di Debussy, compositore che alle sonorità preclassiche guardava e pensava tanto da inserire nella straordinaria suite, accanto ai riferimenti più cari (l’acqua, la magia lunare, l’astrazione del movimento) anche un «Omaggio a Rameau».
Accuratissima l’esecuzione delle pagine debussiane, con un’attenzione timbrica che in quella grande tela che sono le Images restituiva intatti ed efficacissimi i preziosismi dei minuti dettagli sonori nell’ampiezza della campitura di colore. Filippo Gamba è pianista rigoroso e raffinato, capace di esecuzioni intensamente emotive che sono il punto di arrivo di un lavoro minuzioso nel restituire il senso profondo di ogni nota. L’effetto all’ascolto (il primo Scarlatti nebuloso e malinconico, il primo Novecento delle Images, e ancora uno Scarlatti, brillante e luminoso, con la Sonata K551) era entusiasmante, per la qualità delle esecuzioni ma anche per lo sguardo d’insieme che emergeva dai contrasti, a suggerire letture oblique e illuminanti del senso e della storia del suono pianistico.

Cuore ottocentesco dopo la prima parte di antitesi temporali, nella seconda parte del concerto Filippo Gamba regalava l’ascolto della Sonata D537 di Schubert, caricata di toni drammatici nei due tempi estremi, sublime nella naivete e nella finta (e difficilissima) semplicità dell’Allegretto centrale.

Straordinaria nel finale l’esecuzione delle Fantasie op. 116 di Brahms, travolgente fin dalle prime note del Capriccio in cui si veniva conquistati dalla potenza pianistica generosa ma non ostentata, e dal sapiente dosare la sensualità degli accenti spostati e delle dilatazioni del tempo. Filippo Gamba ci appare pianista intensamente brahmsiano nella sua aderenza al linguaggio, ai toni, ai modi del compositore, capace di quella efficacissima retorica che trova voce nella verità di intime passioni.

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